Tra fiaba e realtà: la Casina delle Civette a Villa Torlonia

Il principe Giovanni Torlonia jr. era il rampollo di due tra i più illustri casati italiani: i Borghese, da parte di padre, ed i Torlonia del ramo materno. Nato a Roma nel 1873, fondatore della Banca del Fucino, fautore della bonifica del porto di Traiano e senatore del Regno d’Italia nel 1920, concesse a Benito Mussolini, come residenza ufficiale, la bellissima Villa Torlonia sulla via Nomentana. Per sé, mantenne solo una dépendance nel parco, la cosiddetta Capanna Svizzera, ma la fece restaurare completamente, dedicandola idealmente civetta, uccello notturno simbolo della saggezza (era uno degli attributi della dea Atena) e della chiaroveggenza.

Romano de Roma: la casa di Lorenzo Manilio

Dalle fonti scritte, nessuna notizia ci giunge circa la vita e l’attività di Lorenzo Manilio: non sappiamo chi fosse, né cosa facesse per vivere, né come fosse composta la sua famiglia. Una cosa però è certa: Lorenzo Manilio doveva avere un’alta concezione di sé, ed un ancor maggiore affetto per la sua città. Lo si evince chiaramente ammirando il palazzetto che nel 1468 si fece costruire nel cuore di quello che di lì a poco più di ottant’anni sarebbe divenuto il ghetto ebraico di Roma, proprio lungo Via del Portico d’Ottavia, ai numeri civici 1 e 2.

Antichità e fast food: il thermopolium di Via Diana a Ostia Antica

Se pensate che finger food, fast food, bistrot e pub siano una prerogativa dell’epoca moderna, vi basterà fare un giro nello straordinario parco archeologico di Ostia Antica – che nel II secolo d.C., epoca della sua massima espansione, poteva contare su una popolazione di 50.000 abitanti circa – per constatare personalmente che non abbiamo inventato proprio nulla. Lungo la via Diana, al pianterreno dell’omonima insula (ve le ricordate? :-)) apre ancora i suoi battenti un antico thermopolium (che vuol dire ‘spaccio di cose calde’) di età adrianea (III sec. d.C.).

La porta di Filarete della Basilica di San Pietro

Sono cinque le porte bronzee che si aprono sulla facciata della Basilica di San Pietro, i corrispondenza con i cinque cancelli dell’atrio. Quattro di esse sono state realizzate da importanti scultori contemporanei: a partire dalla destra troviamo la Porta Santa di Vico Consorti, la Porta dei Sacramenti di Venanzo Crocetti; la Porta del Bene e del Male di Luciano Minguzzi, la Porta della Morte di Giacomo Manzù.

Una Manhattan della Roma imperiale: l’insula dell’Ara Coeli

I grattacieli sembrano incarnare l’essenza stessa della modernità: li associamo alla vita frenetica delle grandi metropoli epicentro degli affari e dei piaceri. Ed in effetti è proprio così, l’idea di sfruttare lo spazio in altezza – anziché in larghezza – per poter dare alloggio a quante più persone possibile occupando una superficie quanto meno estesa possibile, nasce proprio nel cuore di una metropoli (la Roma del I secolo a.C.) sovraffollata (un milione di abitanti circa), centro nevralgico di un Impero (“Roma caput mundi” non era la millanteria di un popolo campanilista, ma la constatazione di un dato di fatto).

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