L’ospedale più antico d’Europa e la ruota dei “proietti”

20/10/2019
Blog SaintsTour

La fondazione dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia, uno dei più antichi in Europa, risale agli anni a cavallo tra XII e XIII secolo, ed è legata all’iniziativa di papa Innocenzo III (1161 – 1216). Il pontefice ordinò l’edificazione di un nosocomio lungo le rive del Tevere per offrire riparo e cura a infermi e vecchi, ma anche, e forse soprattutto, per dare una possibilità di sopravvivenza ai moltissimi neonati abbandonati – e condannati a morte certa – lungo le vie della Roma medievale. Secondo la tradizione, infatti, ad Innocenzo apparve in sogno un angelo che puntava un dito accusatore verso quelle madri che gettavano le proprie creature appena venute alla luce nelle acque del Tevere. Non erano tutte madri snaturate: i propri figli venivano abbandonati per l’impossibilità a prendersene cura, per nascondere una relazione illecita della quale si doveva tenere il segreto ad ogni costo, per povertà estrema. I piccoli abbandonati finivano per morire di malnutrizione e malattia, e, se sopravvivevano, prendevano sovente la strada del brigantaggio e della malvivenza. Desideroso di offrire alle piccole vittime una possibilità di sopravvivenza e riscatto, Innocenzo fece dotare il nuovo ospedale di quella ruota ancora visitabile presso il civico 2 di Borgo Santo Spirito. Si tratta di una finestra dotata di una cassetta cilindrica in legno che veniva fatta ruotare per dar modo, a chi si trovava all’esterno della struttura, di depositarvi un neonato senza essere visto. Dentro l’ospedale, un addetto faceva girare il meccanismo per portare il piccolo all’interno e, quindi, affidarlo alle cure dei medici e delle suore. Una volta rifocillati, le vesti dei bimbi venivano segnate dalla priora con una doppia croce ed i bimbi venivano ‘esposti’ una seconda volta nella ruota per una eventuale adozione. A quanto non erano così fortunati da trovare una coppia di genitori, venivano comunque assicurati assistenza, cibo ed istruzione. La ruota attuale non è più quella originale, ma risale al XV secolo; tuttavia, è ancora perfettamente funzionante. Sul lato sinistro, incassata nel muro, una cassettina per le offerte, sulla quale è ancora distinguibile, ancorché consumata dai secoli, l’iscrizione “Elemosine per li poveri proietti dell’hospitale” (con il termine proietti – dal latino proiectum, gettato – si indicavano appunto i trovatelli).

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