Antichità e fast food: il thermopolium di Via Diana a Ostia Antica

20/10/2019
Blog SaintsTour

Se pensate che finger food, fast food, bistrot e pub siano una prerogativa dell’epoca moderna, vi basterà fare un giro nello straordinario parco archeologico di Ostia Antica – che nel II secolo d.C., epoca della sua massima espansione, poteva contare su una popolazione di 50.000 abitanti circa – per constatare personalmente che non abbiamo inventato proprio nulla. Lungo la via Diana, al pianterreno dell’omonima insula (ve le ricordate? :-)) apre ancora i suoi battenti un antico thermopolium (che vuol dire ‘spaccio di cose calde’) di età adrianea (III sec. d.C.). Si tratta di uno tra gli edifici più suggestivi della città, dotato di tre ingressi che immettono in altrettanti vani. L’ambiente principale del thermopolium, quello centrale, è introdotto da un bancone a tre piani, dove venivano poggiati cibi e bevande destinate ad essere consumate in piedi dai clienti più frettolosi, che ospitava, nella parte inferiore, un acquaio per poter lavare le stoviglie. La sala, piuttosto ampia, è decorata da affreschi che avevano la duplice funzione di abbellire le mura altrimenti piuttosto spoglie, e presentare alla clientela le ‘specialità della casa’. Un secondo bancone, sovrastato da una pregevole natura morta, presentava le vivande pronte agli avventori. Il vano di destra era occupato dalla cucina, dotata di fornelli e ‘dolia’, contenitori di terracotta di forma sferica, destinati a a tenere in fresco l’acqua ed il vino. Ancora incerta, invece, è la destinazione d’uso della sala a sinistra. Il retro dell’antica tavola calda è occupato da un cortile con sedili in muratura per gli ospiti che disideravano consumare un pasto all’aperto. Cosa si poteva gustare in un locale di questo tipo? Innanzitutto, il vino, consumato a tutti i pasti ma soprattutto a cena, spesso annacquato (vinum mixtum) e dolcificato con il miele (mulsum). Tra le pietanze servite – tutte molto semplici – spiccava il ‘puls’, una specie di polenta di farina di farro, cotta in acqua e sale, per secoli il piatto nazionale romano. Vi si accompagnavano piselli, fagioli, cipolle, cetrioli, uova, formaggio, frutta di stagione, pane e, per i più danarosi, dolci e altri prodotti da forno.

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